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Ferrari California La prima cabrio-coupé della Casa di Maranello

Ferrari California La prima cabrio-coupé della Casa di Maranello

Altra grande innovazione, che la rende una Ferrari unica e molto ambita tra i collezionisti, è stato il debutto del motore V8 aspirato in posizione anteriore, per la prima volta su una vettura prodotta dalla Casa italiana. Se comunemente, e fino a quel momento, solo i V12 sono stati montati nella parte anteriore delle Ferrari, con la California è iniziata una nuova era poi continuata con le sue eredi, la California T e la Portofino.

Ferrari California: com’è fatta, pro e contro

La Ferrari California è lunga 4,57 metri, larga 1,90 metri e alta 1,32 metri. Capace di ospitare fino a quattro passeggeri, sebbene con poco spazio per gli occupanti del divanetto, la convertibile di Maranello trova la sua peculiarità proprio nella capote, realizzata come meccanismo mobile con la collaborazione di Pininfarina. Completamente apribile, e richiudibile, in 14 secondi, la capote è realizzata in pannelli di alluminio e fusioni dello stesso materiale, così da contenere i pesi e mantenere basso il baricentro. Pininfarina ha anche curato lo stile generale della vettura, ispirandosi da una parte ai modelli in gamma sul finire degli anni dieci, come la 599 GTB e la 612 Scaglietti, mentre dal passato è arrivata l’idea della 2+2, in grado di offrire i vantaggi stilistici di una coupé con la praticità di una cabrio, per godersi l’alta velocità, quando possibile, col vento tra i capelli. Montando pneumatici da 19” di serie, la fiancata risulta inoltre ben slanciata, con il lungo volume del cofano che va a contrapporsi a un posteriore più raccolto, con l’abitacolo in posizione arretrata per meglio bilanciare i pesi. Ancora frontalmente si ritrovano volumi diversi e non si può non notare la parentela, ovviamente voluta, con la Ferrari California del passato, la già citata 250 GT del 1957. Lo si nota soprattutto osservando la calandra, con la bocca d’ingresso dell’aria portata in basso e, soprattutto, la presa d’aria al centro del lungo cofano. Entrambi sono richiami espliciti al passato. Dietro il posteriore appare raccolto per il gioco dei volumi e i due gruppi ottici a LED trovano spazio, con la loro forma circolare, sul margine del baule. Spiccano poi i terminali di scarico, con due elementi per lato disposti obliquamente ai lati del paraurti, così da lasciare spazio allo sviluppo del diffusore. Lo sviluppo in galleria del vento della Ferrari California ha permesso di perfezionare il suo Cx (coefficiente aerodinamico) ottenendo un confortante valore di 0,32 nella configurazione a tetto chiuso. Il già citato diffusore, da cui lo spostamento laterale degli scarichi, è stato studiato per estrarre aria dal fondo vettura, completamente ricoperto da un fondo piatto, il tutto per cercare il massimo carico verticale senza l’ausilio di vistosi alettoni o profili che avrebbero rovinato l’estetica della vettura. Un lavoro aerodinamico atto anche a ridurre i consumi dell’unità sovralimentata. Anche dentro la Ferrari California non rinuncia all’eleganza, con l’esplicito obiettivo di unire comodità, essendo l’auto una gran turismo a tutti gli effetti, lusso e la qualità tipica delle auto prodotte a Maranello. Se il volante, rifinibile in pellami pregiati, vede presenti il pulsante per l’avviamento (di colore rosso) e il manettino per regolare le modalità di guida, il brige sul tunnel centrale è un elemento di design ed è stato poi ripreso sulle Ferrari degli anni successivi. Al suo capo si trovano i tre pulsanti per regolare la funzione del cambio automatico. Altra novità che ha poi fatto scuola è la presenza di uno schermo TFT con videate intercambiabili al fianco degli strumenti analogici di tachimetro e contagiri. Al centro della plancia, in basso rispetto alla visuale ideale, lo schermo del sistema di infotainment con touchscreen da 6,5”. Per favorire un uso prettamente da gran turismo, Ferrari ha curato il vano atto a occupare il tetto rigido così da non sacrificare eccessivo spazio per i bagagli. A tetto aperto, la capienza è di 240 litri, a tetto chiuso quest’ultima sfiora i 350 litri, paragonabile a quello di un’utilitaria.

Ferrari California: allestimenti, motori e prezzi

Il motore è un V8 4.3 di cilindrata, montato in posizione anteriore-centrale longitudinale, con trazione posteriore. Dotato di albero motore piatto ed iniezione diretta, per la prima volta su una Ferrari, derivato dalla 430 e capace di erogare 460 CV a 7.500 giri/min. Nel 2012 la potenza del V8 passa a 490 CV, con modifiche prettamente meccaniche e non estetiche. La coppia passa rispettivamente da 485 Nm a 5.000 giri/min, di cui il 75% già disponibile a partire di poco meno di 2.000 giri/min, ai 505 Nm a 5.000 giri/min dell’unità da 490 CV. Per quanto riguarda le prestazioni, si è passati dai 4 secondi netti per passare da 0 a 100 km/h per una velocità massima di 310 km/h (V8 da 460 CV) a 3,8 secondi per coprire lo stesso intervallo di velocità e 312 km/h di velocità massima (V8 da 490 CV). Al motore è sempre stata abbinata una nuova trasmissione, doppia frizione, a 7 velocità, così da offrire maggiori prestazioni ma anche miglior fluidità di marcia. Già al debutto sulla 599 GTB Fiorano, anche la California è dotata del sistema di controllo di trazione F1-Trac, adattato all’uso per la Gran Turismo emiliana. L’impianto frenante è firmato Brembo e monta dischi in materiale carbo-ceramico. I consumi medi dichiarati nel misto per il potente V8 4.3 da 460 CV i si attestano tra i 19,4 l/100 km in urbano, 9,4 l/100 km in extraurbano e 13,1 l/100 km nel misto, per 305 g/km di CO2. Il motore da 490 CV introdotto nel 2012 dichiara consumi uguali alla precedente unità. L’unità da 460 CV è Euro 4, poi diventata Euro 5 con l’aumento di cavalleria. La capienza massima del serbatoio si è mantenuta sempre a 78 litri. Essendo uscita di produzione, i prezzi della Ferrari California partono da circa 90.000 euro sul portale di AutoScout24.

Ferrari California: conclusioni

Nata nel 2008, la Ferrari California si può considerare un’alternativa più economica, sia nel prezzo sia nella gestione e manutenzione, rispetto alle più performanti Ferrari 430 e 458, succedutesi a cavallo della fine dei primi anni ’10 del 2000. La sua grande peculiarità, per la quale è ancora molto ricercata, è stata il debutto della capote rigida in metallo, ripiegabile dietro le spalle di conducente e passeggero. Definibile come vera prima cabrio-coupé della storia del Cavallino, la California ha saputo estendere il bacino di clientela, anche oltre Oceano, risultando tra le Ferrari se non la Ferrari più vendute di sempre. Prima di evolversi in California T, va dato atto alla Ferrari di aver creduto in quel gioiello che è il V8 aspirato da 460 CV, dotato di Launch Control e altre tecnologie direttamente prese in prestito dalla Formula 1.

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